Sunday, August 13, 2006

In memoria di Giacinto

Grave perdita per l’Umanità, la Cultura e la Scienza
È morto Giacinto Auriti

http://etleboro.blogspot.com/2006/08/rendiamo-onore-ad-un-grande-uomo.html

Il giorno 11 agosto 2006 è venuto a mancare il Prof. Giacinto Auriti: Accademico, Docente Universitario, Ideologo, Giurista di Chiara Fama. Ha insegnato, nelle Università di Roma e di Teramo, Filosofia del Diritto, Diritto internazionale, Diritto della Navigazione. Ha presieduto commissioni internazionali ed ha curato la parte commerciale del Codice Civile Greco.
Uomo generoso dalle preclari virtù, Giacinto Auriti era amato da innumerevoli amici e discenti, d’ogni parte d’Italia e d’ogni ceto sociale e credo politico, che dall’insegnamento dell’Amico e Maestro si sono arricchiti culturalmente, moralmente e spiritualmente. Maestro di vita e di pensiero ha forgiato uomini, creato scuole; cattolico di pura fede, si è sempre impegnato per la realizzazione concreta della dottrina sociale della chiesa.
Filosofo e studioso geniale, Giacinto Auriti ha teorizzato il “valore indotto della moneta” che lo condurrà alla elaborazione di una proposta di legge sulla “Proprietà Popolare della Moneta” presentata al Senato della Repubblica. Uomo di grande coraggio ha rivelato al mondo la grande truffa dei signori della moneta, gli usurai dai colletti bianchi, che si sono appropriati del diritto di stampare moneta a costo zero lucrando del corrispettivo valore creato dai cittadini che l’accettano come mezzo convenzionale di pagamento.
La fama del prof. Giacinto Auriti raggiunse ogni angolo della terra quando realizzò nel suo paese natale, Guardiagrele, cittadina dell’Abruzzo, il Simec (simbolo econometrico), ovvero la “moneta locale”. Avrebbe meritato il Nobel, invece subì l’avversione bancaria e giudiziaria: persecuzioni che non fiaccarono il suo spirito indomito, ma che certamente minarono lentamente il suo fisico.
Gli studi e le teorie scientifiche, contenuti in numerosi libri scritti dal prof. Giacinto Auriti, hanno avuto vasta divulgazione e pratica applicazione in diverse nazioni, in America e in Europa: in Germania sono diverse comunità che, indisturbati dal potere politico, hanno adottato la moneta locale e complementare.
Un grave lutto per il mondo accademico e per la società; una irrimediabile perdita per quanti l’amarono e ne seguirono l’insegnamento, e ne piangono ora la dipartita. Il nostro animo è triste, per aver perduto un Amico e un Maestro. I nostri sentimenti di profondo cordoglio sono per i suoi cari, la fedele consorte Rachele Olivieri (di nobile famiglia napoletana), e i figli adorati: Michela (giornalista), Francesca (medico), Clelia (laureata in economia e commercio), Raffaella (commercialista), Filippo (Avvocato).
Giacinto Auriti era un gigante del pensiero, in un mondo accademico di pigmei.
Crotone è stato il primo comune capoluogo in Italia dove nel 2001 ,dopo una sua lezione magistrale, il consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno per il riconoscimento della proprietà dell’euro ai popoli europei e non alla BCE .
Ettore e Rita piangono per la morte del prof Giacinto Auriti, loro maestro di vita, e che in più occasioni hanno avuto l’onore di avere ospite nella loro città dove ha relazionato su argomenti molto importanti per l’attuazione del quarto potere costituzionale concepito sulla finalità di restituire allo Stato la funzione monetaria e al popolo la proprietà della moneta. Questa riforma è diventata ormai indispensabile per uscire dall’asservimento al “signoraggio bancario” e dare inizio a un regime di democrazia integrale in cui i popoli non abbiano solo la sovranità politica, ma anche quella monetaria, per vivere tempi nuovi a dimensione umana, liberi dall’angoscia dell’insolvenza ineluttabile dei debiti non dovuti alla grande usura.
Grazie Maestro, perché attraverso i tuoi insegnamenti, ci hai dato le armi per combattere nella concreta speranza di vivere tempi migliori.

Ettore e Rita Affatati

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Auriti era un vero rivoluzionario,

altro che Che Guevara, Fidel Castro o Chavez!

Auriti pose come arma della sua rivoluzione, la riflessione sul male sociale del Signoraggio.
La continua riflessione nei suoi tragici risvolti, lo rese martire.
Tra noi ha vissuto un martire, una persona che del suo dolore ha fatto il suo cavallo di battaglia.
Auriti per quel poco che lo conosciamo, è stato esempio di una cristianità priva di ipocrisia, oggi invero molto rara.
Che razza di cristiano è quello che prega Gesù Cristo in chiesa e poi, davanti alla questione sociale e alla sua soluzione, fa orecchie da mercante e preferisce non ascoltare? Nemmeno qualche minuto...
La conseguenza del Pensiero di Auriti come quello dell'Antropocrazia è un mondo di Pace.
Pace che ogni anima sta rincorrendo dal Portogallo al Giappone, dalla Svezia al Sud Africa...
Purtroppo la storia insegna che gireranno giovani con la maglietta di che Guevara, di Fidel ma non se ne vedranno mai con il volto di Auriti o di Gandhi...
Auriti è stata l'immagine perfetta del rivoluzionario, quello vero, pacifico a mo' del Mahatma Gandhi che se fosse stato a conoscenza del Suo pensiero avrebbe mobilitato il mondo.
Un abbraccio e non perdiamoci d'animo, perché un po' di Auriti ora vive anche in noi...

Marco Marcuse

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GIACINTO AURITI, UN ESEMPIO DA SEGUIRE

Ricordo del professore

Si è spento Don Giacinto: così veniva chiamato il professor Auriti nel suo paese natale Guardiagrele dai suoi concittadini, in segno di grande rispetto per un Genio che ha partorito la più grande teoria monetaria del nostro tempo: la proprietà popolare della moneta.
Un grande dolore mi ha assalito nell’apprendere la notizia della sua morte nell’edizione serale del Tg3 regionale ed immediatamente ho chiamato gli amici che, come me, condividono la lotta ovvero il combattimento sostenuto da Don Giacinto contro il sistema delle banche centrali. Da oltre un trentennio il professore aveva intrapreso questo suo lungo e faticoso percorso teso a scardinare una delle più grandi truffe che la storia ha visto realizzarsi, in linea ad un processo di mondializzazione e secolarizzazione, che ancora oggi la vede veicolo di morte e distruzione: l’usura bancaria.
Ho avuto il piacere di conoscere il Genio tre anni fa al cinema Tiziano di Roma in uno dei suoi tanti convegni realizzati in tutta Italia, dove ho avuto, in alcune occasioni, l’onore di poter intervenire come relatore ed il motivo che mi ha avvicinato alle sue posizioni è stata una tesi di laurea in teoria generale del diritto, svolta sul tema monetario ed ironia della sorte con la sapiente consulenza del professor Agostino Sanfratello suo successore designato. Ricordo le sue lezioni tenute in una televisione locale (Telemax) in cui arringava con piglio e grande personalità sulla questione monetaria, dimostrando la superiore caratura che solo i geni e i grandi maestri riescono ad emanare. Proprio assistendo ad una delle sue tante trasmissioni ho avuto, da subito, la sensazione che l’uomo che parlava attraverso il tubo catodico dicesse qualcosa che poteva e può segnare in maniera significativa il corso della storia dell’umanità, aldilà di ogni apparente presunzione. Successivamente, dato che lo spazio autogestito dal professore consentiva l’opportunità di poterlo chiamare in diretta, lo contattai durante lo svolgimento di un suo vigoroso intervento ed oltre a congratularmi con lui, gli chiesi un suo recapito trovando la sua piena disponibilità. Da lì ho cominciato ad approfondire sempre di più gli argomenti da lui sostenuti, consolidando l’idea che avevo già percepito, ovverosia che dalla sua viva voce usciva semplicemente la verità. Non potrò mai dimenticare il giorno in cui consegnai al professore una copia della mia tesi, che aveva riscosso grande successo ed il suo volto illuminarsi di toccante commozione. La mia ammirazione verso di lui è incommensurabile e nel contempo avverto forte, dentro di me, il dovere di proseguire la strada da lui indicata e tracciata, affinché tutto quello che lui ci ha insegnato non vada perduto.
Nel dire questo, mi rivolgo soprattutto alle nuove generazioni e a coloro che come me devono costruire il loro futuro in un mondo, si spera, migliore di questo.
L’esempio di Don Giacinto è e sarà sempre vivo innanzi a me e mi spronerà a portare avanti la sua battaglia senza se e senza ma, nella consapevolezza che tutto ciò che muoveva dal suo ardore morale ed intellettuale aveva un unico scopo: restituire la dignità ed il benessere alla collettività senza alcuna distinzione di casta e altresì senza alcuna differenziazione ideologica e politica, cancellando e sostituendo l’orrore della moneta-debito con la moneta di proprietà del cittadino. Chiudo con una frase che lui amava sottolineare, che evidenzia la sua grande umiltà: “sono un contadino che ha fatto per hobby il professore di Università”. Grazie Don Giacinto.

Dott. Gianluigi Mucciaccio

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Una folla immensa saluta don Giacinto

Un monumento all’ingresso della città

ricorderà il suo Simec

Ieri a Guardiagrele i funerali dell’insigne economista. Il ricordo degli amici
di GIOVANNI IANNAMICO GUARDIAGRELE - Una folla commossa ha partecipa to ieri pomeriggio ai funerali del prof. Giacinto Auriti, l'economista e docente universitario, ideatore della famosa moneta locale "Simec " e della rivoluzionaria teoria del "valore indotto", morto venerdì scorso nella sua abitazione romana dopo aver a lungo lottato contro un male incurabile. Ad accogliere il feretro dello studioso, giunto dalla capitale a Porta S.Giovanni alle ore 15.30, vi erano tantissimi suoi concittadini e gente proveniente da ogni parte d'Abruzzo e d'Italia che ha seguito il mesto corteo funebre fino alla Chiesa di S. Maria Maggiore dove il parroco Don Nicola Del Bianco ha officiato la Santa Messa. «La battaglia monetaria intrapresa da Don Giacinto - ha ricordato il sacerdote- era dettata dagli insegnamenti del Vangelo. Ora c'è l'assoluta necessita che qualcuno prenda il testimone per proseguire il suo lavoro». Al termine della funzione religiosa nella maestosa chiesa guardiese stracolma di gente in molti hanno voluto prendere la parola per ricordare la figura dell'importante studioso. Si sono cosi succeduti gli inter venti del Sindaco Mario Palmerio, dell'Assessore eegionale Franco Caramanico e di numerosi docenti dell'Università di Teramo tra cui quello del prof. Agostino Sanfratello, erede della cattedra un tempo occupata dall'ideatore del Simec. In molti hanno ricordato la acuta intelligenza del prof. Auriti, ma soprattutto la sua enorme generosità e disponibilità dettate dalla convinta fede cattolica che lo porto negli anni passati persino a costruire a sue spese una piccola Chiesa dedicata alla Madonna di Fatima nella vicina S. Eusanio del Sangro. Al Comune di Guardiagrele e alla famiglia Auriti numerosissimi sono stati intanto i messaggi di cordoglio per la grave perdita subita. «Auriti che è stato proposto addirittura ad una nomination per il Premio Nobel - ha comunicato l'on. della Lega Nord Mario Borghezio- è stato il Pound italiano che ha lottato per liberare il popolo dalla tirannia della usurocrazia, percorrendo una strada tutta in salita». L'Amministrazione Comunale guardiese nei prossimi giorni, a ricordo del suo insigne personaggio, posizionerà all'entrata della cittadina, vicino Porta S, Giovanni, una gigantesca banconota locale realizzata in ferro battuto dal maestro Raffaele Di Prinzio con la dicitura "Guardiagrele Città del Simec". Il locale coordinatore della Destra Sociale Paolo Damiano ha inoltre proposto al Sindaco Palmerio di intitolare la Traversa S. Francesco I, appena ripavimentata, al famoso studioso.

http://www.iltempo.it/ lunedì 14 agosto 2006

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SI SVOLGERANNO oggi alle 15.30 a Guardiagrele i funerali dell'economista Giacinto Auriti morto ieri all'età 83 anni nella sua abitazione romana, stroncato da un male incurabile. Il teorizzatore della «proprietà popolare della moneta» e propugnatore di una controversa «moneta locale» diffusasi per un breve periodo nel suo paese natale abruzzese riposerà nella tomba di famiglia. Il decesso dell'accademico, docente universitario, ideologo, giurista di chiara fama era avvenuto ieri. Originario di Guardiagrele, Auriti ha insegnato - nelle Università di Roma e di Teramo - Filosofia del Diritto, Diritto internazionale, Diritto della Navigazione. Ha presieduto commissioni internazionali ed ha curato la parte commerciale del Codice Civile Greco. Ma Auriti verrà anche ricordato per aver teorizzato il «valore indotto della moneta» che lo condurrà all'elaborazione di una proposta di legge sulla «Proprietà Popolare della Moneta» presentata al Senato della Repubblica. La sua fama toccò l'apice quando, proprio nel suo paese natale, Guardiagrele, ai piedi della Majella, nel 2000 realizzò il Simec (simbolo econometrico), ovvero la «moneta locale». Moneta che però gli sarebbe però costata (il Simec venne inizialmente sequestrato e poi dissequestrato) una condanna a 4 mesi per raccolta abusiva del risparmio, una sentenza contro cui aveva presentato ricorso in Appello dove però non potrà più presentarsi. Gli studi e le teorie scientifiche, contenuti in numerosi libri scritti dal Auriti, hanno avuto vasta divulgazione e pratica applicazione in diverse nazioni, in America e in Europa. Auriti lascia la moglie Rachele Olivieri, di nobile famiglia napoletana, e i figli Michela (giornalista), Francesca (medico), Clelia (laureata in economia e commercio), Raffaella (commercialista), Filippo (avvocato). Di lui studenti e quanti lo hanno conosciuto ricordano la generosità e la disponibilità, la ricchezza culturale e spirituale: cattolico di pura fede ha anche costruito una chiesa. Il segretario generale di Cisas Università, Giacomo Meschini, e Gianni Massetti, segretario provinciale di Teramo, nel ricordare la figura dell’economista, esprime profondo dolore per la perdita di Auriti e porge alla famiglia le condoglianze sue personali e quelle degli iscritti al sindacato.

http://www.iltempo.it/ domenica 13 agosto 2006

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AVEVA 83 ANNI
Si è spento il professor Auriti l’inventore della «moneta locale»

CHIETI - È morto all’età 83 anni, stroncato da un male incurabile, nella sua abitazione romana il professor Giacinto Auriti, teorizzatore della «proprietà popolare della moneta» e propugnatore di una controversa «moneta locale» diffusasi nel suo paese natale abruzzese. Originario di Guardiagrele (Chieti), Auriti ha insegnato nelle Università di Roma e Teramo Filosofia del Diritto, Diritto internazionale, Diritto della Navigazione. Ha presieduto commissioni internazionali e curato la parte commerciale del Codice civile greco. Ma Auriti era noto anche per aver teorizzato il «valore indotto della moneta» che lo condusse all’elaborazione di una proposta di legge sulla «Proprietà popolare della moneta» presentata al Senato della Repubblica. La sua notorietà si ebbe quando, proprio nel suo paese natale, Guardiagrele, realizzò il Simec (simbolo econometrico), ovvero la «moneta locale». Moneta che gli sarebbe però costata una condanna a 4 mesi per raccolta abusiva del risparmio. I funerali si svolgeranno oggi alle 15.30 a Guardiagrele. Auriti lascia la moglie Rachele Olivieri, e i figli Michela, Francesca, Cleli, Raffaella, Filippo.

http://www.iltempo.it/ domenica 13 agosto 2006

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di Giovanni Iannamico

GUARDIAGRELE

Si è spento ieri pomeriggio a Roma all'età di 83 anni il prof. Giacinto Auriti, già Docente di "Teoria Generale del Diritto" all' Università di Teramo e ideatore della famosa moneta locale Simec che nell'agosto del 2000 circolata in diversi negozi della cittadina e in altre località d' Italia, portò il nome di Guardiagrele alla ribalta della cronaca internazionale. La moneta creata da Auriti, come si ricorderà, cambiata con la vecchia lira alla pari, raddoppiava il suo valore per gli acquisti effettuati nei negozi convenzionati. Il 10 Agosto del 2000 la "moneta del popolo" inventata dall'illustre docente universitario fu poi sequestrata in tutti i negozi convenzionati e nel borsino Simec in esecuzione di un decreto emesso dal Gip Geremia Spiniello tramite un'operazione nella quale vennero impiegati oltre 120 uomini delle forze dell'ordine e successivamente dissequestrata dopo un ricorso presentato alla magi stratura dallo stesso prof. Auriti. Va ricordato che il prof. Jerry Lobdill dell'Università della Califormia propose di assegnare al prof. Auriti persino il prestigiosissimo riconoscimento del Premio Nobel. La teoria elaborata da Auriti del "valore indotto" secondo l'insigne economista statunitense è stata infatti senz'altro altro la scoperta più importante fatta in campo economico dalla fondazione della Banca d'Inghilterra ad oggi.

http://www.iltempo.it/ - sabato 12 agosto 2006

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Nel ricordo di un amico

L’Auriti giurista è noto negli ambienti universitari per gli studi, le ricerche e le pubblicazioni accademiche, ma la sua notorietà si diffuse anche a chi non ne era partecipe di tale mondo, poiché, a seguito dell’esperimento scientifico in Guardiagrele dei simec (simboli econometrici di costo nullo di valore indotto), la sua teoria sulla proprietà popolare della moneta si diffuse in tutto il mondo... (Avv. Antonio Pimpini)

[Continua]

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